Super Boat People
Una vasta distesa verde, piena di serre e fiori, appare in mezzo ai palazzi. Il sole di tarda mattinata illumina l’Esplanade Louvain. Ad accoglierci è Simon-Julien Lacroix del Lab. Ha dato vita a numerosi progetti di agricoltura urbana e programmi di apicoltura sociale. Per lui, la città aveva tutte le carte in regola per essere un terreno fertile per questo tipo di coltivazioni.
« Montréal ha una forte identità gastronomica e, di conseguenza, un interesse per l’agricoltura. Abbiamo anche un programma di orti comunitari molto solido. Non servono più soltanto a procurarsi da mangiare, ma sono anche luoghi di incontro, mobilitazione, apprendimento e sostegno alimentare. » Ci indica la serra proprio di fronte, dove incontriamo Super Boat People, un collettivo di persone cambogiane, laotiane e vietnamite in Québec. Il progetto nasce dopo la pandemia dal bisogno di ricreare legami e dalla constatazione che vivere nella diaspora può allontanare le comunità dalle proprie culture, storie e tradizioni culinarie.
Microfono e telecamera in mano, scarpe poco adatte ai piedi, incontriamo Vattharya Ker, co-coordinatore. È impegnata a raccogliere il basilico thailandese, un’erba aromatica dal profumo di anice molto usata nella cucina sudasiatica. Percorriamo poi i filari di altre piante: peperoncini jalapeños e Wiang Ping, gochujang che usano per preparare il loro olio al peperoncino, pomodori e melanzane a pisello. Questa serra, oltre a produrre con metodi biologici una ventina di varietà di ortaggi ed erbe aromatiche del Sud-est asiatico, offre l’occasione per molte altre iniziative. Oltre ai laboratori di cucina e orticoltura, il collettivo distribuisce ceste alimentari solidali alle persone della comunità che vivono in condizioni di insicurezza alimentare.
Poco più in là, scorgiamo Charles indaffarato tra piante rampicanti da cui pendono grappoli di fagioli lunghi, verdi e viola. Mentre passa, sgranocchia piccoli meloni verdi come fossero caramelle. «Sono cucamelon. Uno tira l’altro». Charles avanza, tocca e annusa tutto. Parla delle piante e del progetto con tenerezza ed energia. « È sempre più importante che le comunità abbiano accesso a questi prodotti freschi delle loro terre d’origine e che possano ricominciare a coltivarli loro stesse, soprattutto le giovani generazioni. Super Boat People aiuta a contrastare la perdita di questo patrimonio orticolo e a tramandare le ricette a esso legate. »
Alla fine della visita, abbiamo le scarpe piene di terra e la testa piena di voglia di cucinare.




























