24/Sep/2026
Scritto da Salomé Costagliola

Parigi, il palazzo degli specchi

Gli esseri umani sono talvolta creature buffe. Mentre il caldo dell’estate risuona, eccoli lì a gustare freneticamente coni sormontati da palline di gelato che si sciolgono alla velocità della luce. Oltre al piacere, bisogna ammettere che la scena parigina vede salire la temperatura in termini di buoni indirizzi.
Parigi, il palazzo degli specchi

Glaster 
Parigi 19

① Per i gelati artigianali di Marc Flaster detto Glaster (pazzo per i gelati da moltissimo tempo) e la sua figlia, preparati con il latte della fattoria normanna Brin d'Herbe e con frutta biologica di stagione.

② Per i gusti mutevoli che fanno tornare, come crostata rosmarino-ciliegia, fiore d'arancio e scorza di Iyokan, o ancora sorbetto alla menta verde (senza dimenticare il gelato all'italiana).

③ Per il cono fatto al momento, bello grande e croccante.

④ Per la sua facciata giallo limone (che verrebbe quasi da mangiare) impossibile da non notare, a due passi dalle Buttes-Chaumont

⑤ Per un indirizzo di quartiere (che si sparge in fretta) che privilegia la qualità sulla quantità, con una selezione volutamente breve di gusti rinnovati secondo le stagioni e gli arrivi. 

Cono gelato davanti alla vetrina di Glaster color giallo vivace
Gelato all'italiana su sfondo bianco con cono dorato
Sorbetti di Glaster tenuti davanti alla vetrina al gusto di fragola e albicocca
Interno in legno della gelateria Glaster con luce soffusa e bancone con vista sulla strada
Gelato al sesamo nero e all'ibisco

Isotope
Paris 3

① Per i gelati immaginati dal team già dietro I/O Café, nuovo punto di riferimento del caffè di specialità parigino.

② Per i sapori intriganti: prugna-harissa affumicata, gelato al sesamo nero e marmellata di pompelmo, anguria-olio d'oliva o cetriolo-fiore di sambuco.

③ Per la vetrina sgargiante che attira lo sguardo e che si distingue dalle gelaterie tradizionali.

④ Per il nome con il gioco di parole arguto (ice au top).

⑤ Per la nuova generazione di gelaterie che traspongono i loro universi culinari nel mondo del gelato.

Gelato al sesamo nero e pompelmo con fior di latte  nella coppetta in acciaio inox
Affogato al matcha con gelato all'italiana in una coppetta di vetro trasparente
Gelati nelle loro coppette in acciaio inox su sfondo verde variopinto
Vetrina verde a pois della gelateria Isotope
Gelato nella sua coppetta in acciaio inox davanti a una donna con un abito rosso
Gelato al sesamo nero e pompelmo con fior di latte

Folderol
Parigi 11

① Per il suo concetto unico che unisce gelateria artigianale e cantina di vini naturali, ideato da Jessica Yang e Robert Compagnon, fondatori del ristorante Rigmarole.

② Per i sapori iconici: olio d'oliva, caffè vietnamita, brownie al sesamo, nectarina all'ibisco…

③ Per il metodo di produzione ispirato ai gelati americani, che conferisce texture particolarmente dense e cremose.

④ Per provare l’associazione della pallina di gelato con un bicchiere di vino naturale, diventata la firma della casa.

⑤ Per darsi un tono sul marciapiede, bicchiere e coppetta in mano, in uno dei locali di gelato che non ha più bisogno di presentazioni. 

Due coppette in acciaio inox con gelato bianco e arancione e cucchiaino
Bicchieri da vino con il logo Folderol sul bicchiere e una bottiglia d'acqua sullo sfondo
Gelati in fase di preparazione da una persona che lavora presso Folderol
Bicchieri da vino e coppe da gelato sospesi su una mensola di vetro con sfondo a mosaico blu
Persona sul marciapiede di Folderol davanti all'edificio rosso
Interno di Folderol con rete metallica davanti e sgabelli verdi, la luce penetra all'interno
Sorbetto e gelato Folderol

JJ Hings 
Parigi 10

① Per il cono fatto in casa con farina di piccolo farro e burro nocciola che profuma la bottega fin dal mattino (e che merita la visita tanto quanto il gelato)

② Per gusti di gelato cucinati come piatti o pasticceria: albicocca e vino frizzante, crema al latte e ciliegia, mais, ma anche sandwich gelato fatti in casa e float ice cream (soda e gelato) 

③ Per una posizione ideale per una passeggiata lungo il Canal Saint-Martin, gelato in mano (la canicola vi obbligherà a mangiarlo più in fretta)

④ Per il gelato al cono fatto in casa, non sempre presente nel menu, riservato ai più fortunati

⑤ Per un locale che ha dell’anima, guidato da un’appassionata di gelato fin dall’infanzia (per leggere il ritratto di Julia Bell, è qui).

Una mano che tiene un cono gelato con due palline di colori diversi
Una persona tiene un cono di gelato di JJ Hings
Interno di JJ Hings colore senape
Biscotti e coni fatti in casa su teglie da forno in acciaio inox
Persona che sta preparando un gelato da JJ Hings
Menù del giorno esposto da JJ Hings con post-it colorati
Gelato di JJ Hings

LaCrèma
Parigi 05

① Per i gelati mantecati ogni mattina, dalla consistenza che sfida la gravità.  

② Per ritrovare il gusto del vero gelato italiano in versione 100% vegetale, con ricette che dimostrano che il veganismo in versione gelato può essere altrettanto cremoso e goloso quanto le versioni tradizionali.

③ Per la presentazione elegante, un dettaglio poco visto altrove. 

④ Per gusti classici ma dall'esecuzione netta, per gli amanti dei sapori netti e decisi in bocca (il tutto senza zucchero aggiunto): pistacchio, vaniglia, mirtillo... 

⑤ Per la sua posizione ideale tra il Panthéon e il Giardino del Lussemburgo, perfetto per terminare una passeggiata con un gelato in mano.

Gelato LaCréma davanti alla vetrina in vetro
Gelato LaCréma davanti alla vetrina
Vetrina LaCréma con logo e riflesso sul vetro
Gelato al cioccolato chantilly su sfondo arancione
Gelato LaCréma

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