Amerigo
A Savigno, tra le colline bolognesi, non si capita facilmente se non con l’intento preciso di fermarsi da Amerigo. La trattoria di paese dove l’oste - nipote di Amerigo e Agnese Bettini - ha raccolto l’eredità, senza trasformarla in nostalgia. Alberto, taciturno e a tratti scorbutico, custodisce con gelosia le sue tradizioni di famiglia e gli anni di assidua ricerca tra vini e materie prime del territorio. Da Amerigo la tradizione non è una formula da ripetere, ma qualcosa da continuare a interrogare. Così anche Alberto, quando dimostri interesse e curiosità, condivide con piacere il suo immenso bagaglio. Accanto alle ricette della memoria Alberto prova a spostare appena più avanti il confine della tradizione, con piatti essenziali che lasciano parlare la materia prima: la sfoglia viene ancora tirata con il matterello, i tortellini finiscono nel brodo di gallina vecchia, le tigelle incontrano il Parmigiano, nella forma di un gelato, e l’Aceto Balsamico. Il sugo alla cipolla che cuoce per giorni, il cosiddetto friggione nella zona, diventa il ripieno di ravioli. Con l’Uovo "Amerigo" — un purè cremoso sormontato da una nuvola di albume cotto al forno che racchiude il tuorlo ancora cremoso, esaltato da una crema di Parmigiano e da una generosa pioggia di tartufo bianco o scorzone — un ingrediente quotidiano viene elevato a uno dei piatti iconici della casa. Il risultato è una cucina che non ha bisogno di scegliere tra rusticità ed eleganza. Anche gli spazi raccontano questa continuità: si entra passando dalla Bottega, ispirata alla vecchia drogheria del nonno, e si può dormire nella Locanda. Amerigo è un luogo dove la memoria non si conserva: continua.





