Trecca
Il pavimento a scacchi potrebbe quasi far pensare di essere appena entrati in un bistrot francese, con la sua inconfondibile alternanza di quadrati bianchi e rossi. Eppure non ci sono dubbi: siamo a Roma, nella più autentica tradizione della trattoria italiana. Alla guida del locale ci sono gli iperattivi fratelli Manuel e Nicolò Trecastelli, il cui panino al pastrami di lingua, servito nel loro precedente wine bar Circoletto, aveva conquistato Stanley Tucci. Da Trecca, per un pranzo veloce ed efficace o una cena che si prolunga, il repertorio è quello che ci si aspetta, ma cucinato secondo la buona tradizione di un tempo, con precisione, un tocco di modernità e tanto amore. Su piatti di porcellana spaiati sfilano carciofi alla romana, distesi per intero nell’olio d’oliva, trippa e frattaglie di ogni genere sapientemente valorizzate, paste della tradizione romana e piatti a lunga cottura, cucinati lentamente, molto lentamente, come il coniglio con i carciofi. Ricette come quelle di casa, senza essere a casa, servite in piatti che avrebbero potuto appartenere alla loro nonna. Piatti colmi di una cucina brillantemente interpretata da una nuova generazione che ha capito che sono le vecchie pentole a dare vita ai piatti migliori.





