Tête d'ail
È un brulicare ovunque. I sacchi della spesa pieni si urtano, nasce una lite vicino ai banchi dei fruttivendoli, gli anziani giocano al tavolo del bar accanto e lo stomaco brontola. Nel quartiere di Noailles, quando la fame si fa sentire, bisogna fare in fretta. Ci sono troppe tentazioni: vetrine piene di bricks e msemens ai peperoni fino alle panisses preparate al momento. Situato rue d’Aubagne, Tête d’Ail conquista per la sua facciata essenziale e il suo nome giocoso. Alcuni tavoli davanti, il tempo di intravedere piatti generosi, e ci si ritrova già seduti a sbavare. Sabyne e Alicia propongono una cucina casalinga, semplice e generosa, con ricette che evocano il Sud e si compongono come un mosaico che permette di assaggiare di tutto. Dalle 9 del mattino fino alle 17, il menù segue ogni desiderio: per gli impazienti, pan bagnas, sandwich portobello ratatouille o ancora zucchine menta e brousse d’Aix. E per chi ha più tempo, piccoli piatti: verdure del sole arrostite, piatto degustazione con panisse (farina bio del mulino di Grans), zuppa al pistou, tapenade e frittella di zucchine, oppure piatto di polpo e seppie grigliate al pesto. La pissaladière e la torta al pomodoro finiranno di convincere. L’aglio, ingrediente profondamente radicato nella cucina provenzale, non è qui un semplice condimento ma un filo conduttore: quello delle ricette di famiglia, del Sud, dei piatti che si condividono al centro della tavola, delle mani che si fanno strada per andare a infilare la propria forchetta nel piatto del vicino.





