Chez Tim
È mezzogiorno e Marsiglia reclama una spiaggia. Si monta in sella a una bici e si passa in questo quartiere ancora poco frequentato da ristoranti e tappe golose. Eppure, con una cucina che sta in un fazzoletto (12m² esattamente), Tim Reison prepara qui ottimi panini e altri spuntini. Chez Tim porta il nome di quei posti in cui si è serviti come a casa e si mangia come a casa di qualcuno. Un posto dove si prende un panino prima di andare a fare un tuffo, ma dove spesso si finisce per restare un po' più a lungo del previsto sulla piccola terrazza. Tim ha ricoperto diversi ruoli, da pescatore a regista, e dal 2023 ha lasciato tutto per un cappello da chef che gli dona moltissimo. Si potrebbe descrivere il menu come una cucina di passaggio, spontanea e generosa. Si decide in base ai prodotti locali disponibili, alla spesa della settimana, al difficile equilibrio tra qualità, prezzo e provenienza. Il panino ritrova qui una forma di nobiltà, lontano da quello inghiottito meccanicamente tra due appuntamenti. Un panino che ci si prende anche il tempo di guardare prima ancora del primo morso: dal meatball straripante con pomodoro dolce, al banh-mi farcito con pancetta di maiale confita alle erbe, fino al grilled cheese con pastrami, provolone e cipolle caramellate. Un giro del mondo di ciò che può mettersi tra due fette di pane che cambia ogni settimana, e dei contorni che seguono il ritmo, dal pollo alla coreana agli arancini alla norma. L'incubo dello chef iperattivo? Avere solo clienti parigini e turisti. La fila d'attesa fa pensare il contrario. Tutti si mescolano: il più anziano della piazza intrattiene il commerciante della zona, e si rischia quasi di dimenticare che si stava andando in spiaggia.





