Isotope
Difficile passarci davanti senza voltarsi. La facciata variopinta di Isotope rompe subito con i codici più sobri delle gelaterie tradizionali. Qui i colori anticipano già quello che troverete dentro: gusti che non si limitano a riproporre vaniglia, cioccolato e fragola, ma preferiscono spostare leggermente i confini. Prugna e harissa affumicata, gelato al sesamo nero e marmellata di pompelmo, anguria all'olio d'oliva oppure cetriolo e fiori di sambuco: nelle vaschette gli abbinamenti incuriosiscono ancora prima di convincere, fin dal primo cucchiaio. Dietro al banco, Matthieu Meisse e Clément Hu, già fondatori di I/O Café, Causeries e Boot Café, hanno coinvolto la pastry chef Frances Leech per trasporre il loro universo gastronomico nel mondo del gelato. Una nuova generazione di gelatai, più libera. Lo racconta anche il nome, Isotope, gioco di parole tra ice e au top. Ma c'è anche un altro significato: in chimica gli isotopi sono diverse varianti dello stesso elemento. Un gelato che prende in prestito dalla cucina contemporanea il gusto per il contrasto, la creatività e il ritmo delle stagioni. Ma che si mangia sempre allo stesso modo: in fretta, prima che si sciolga.



