Terroir
Si immagina volentieri che gli italiani e i gastronomi di passaggio inciampino su tutte queste "r". Tuttavia, il nome francese di questa drogheria milanese è più che azzeccato. Gabriele Ornati, il proprietario, è un cercatore nato in fatto di prodotti e di terroir. In latino si collega l’origine di questa parola alla terra: la drogheria fine elenca così senza limiti geografici quegli uomini e quelle donne che la lavorano o ne sublimano le ricchezze. In un unico locale a misura d’uomo, si può scoprire una varietà di frutta e verdura fresca, un'oleoteca, un'enoteca, prodotti alimentari vari, dai prodotti lattiero-caseari alla pasta e al riso. Tra gli altri, i deliziosi paté di tonno rosso alla brace della casa spagnola Güeyumar, il chai australiano di Prana, il melasso di melagrana di Terroirs du Liban, le meraviglie fermentate di Casa di Tano, il formaggio di capra di Maria Chiara Onida in Lombardia o ancora l’olio d’oliva umbro di Gea 1916. Quel che è certo è che Terroir non cede al conformismo. Non è una drogheria fine nel senso tradizionale, ma piuttosto un’esperienza di spesa pensata dalla A alla Z, fino alle divise couture del personale. Si prende il caffè al piccolo angolo barista attaccato alle bancarelle, forse accompagnato anche da un dolce fatto in casa, poi ci si siede sulla panca in legno essenziale che ci aspetta fuori. Prima di tornare a darsi da fare, a guardare tutti i prodotti e scegliere quelli che porteremo con noi.





