Glaster
Lo skyline parigino si estende lungo le Buttes-Chaumont. E come un sole sceso direttamente dal cielo, Glaster sfoggia una facciata giallo limone che invita a fermarsi. È al numero 66 di rue de la Villette che questa piccola gelateria è venuta a colmare un vuoto che il 19° arrondissement di Parigi non tollerava più. Dietro il bancone, Marc Glaster, ex imprenditore che ha vissuto in Australia e si è formato alla Gelato University di Bologna, insieme a sua figlia. Il menu non è infinito, ma i gusti vengono rinnovati ogni settimana in base alle stagioni, ai prodotti e all’ispirazione del duo. Yuzu e timo, menta e cioccolato, lontani, molto lontani dai sapori chimici, cheesecake al lampone e speculoos, fiori d’arancio e pinoli, cioccolato, sorbetto al limone o all’anguria… Per quanto riguarda l’approvvigionamento, il latte biologico arriva dalla tenuta di Beaulieu, a un’ora da Parigi, le nocciole da Salva Italia a Peyruis, il limone biologico dalla Sicilia, l’ibisco e l’acqua di rose dall’épicerie du Caire a Belleville. Ma il piacere dei sensi inizia ancora prima del primo morso: i coni vengono preparati al momento davanti al cliente. Sono aperti solo nel fine settimana, a partire dal venerdì, poiché le scorte sono limitate e la produzione è ultra-artigianale. La fila si allunga rapidamente sul marciapiede, a dimostrazione che a volte bastano pochi gusti ben scelti per far nascere una nuova abitudine di quartiere.



